Nei primi anni di vita del bambino, il comportamento aggressivo è una modalità maturale dello stesso di mettersi in comunicazione, in cui esprime il desiderio di attenzione e ascolto e che si trasforma e sviluppa in relazione ai vari step evolutivi della crescita e di conseguenza valutata in relazione all’età del bambino.

Analizziamo ora vari modi in cui il bambino manifesta questa sua aggressività.

Quando il comportamento aggressivo non è più naturale.

L’aggressività può essere causata da diverse paure e ansie, come per esempio la paura della solitudine, di non essere ascoltato o di non essere riconosciuto e viene messo in atto per chiedere aiuto e/o attenzione, per esprimere un malessere interiore o per comunicare. La sua più grande paura è quella di essere ignorato da quelle che sono per lui le figure più importanti della sua vita e si genera soprattutto in specifiche situazioni, quali lo scarso dialogo, la nascita di un fratellino, lo scarso contatto fisico, problemi familiari, il ruolo del genitore male interpretato o non ben definito, la totale assenza di regole e per ultima, la scarsa coerenza educativa.

Come contenere il comportamento aggressivo.

Un comportamento aggressivo non adeguato, sia che venga rivolto verso gli altri o verso l’ambiente, necessita sempre un intervento educativo, il cui intervento significa in ogni caso aiutare il bambino a comprendere la propria reazione, dirigendolo verso un comportamento molto più idoneo e rispettoso. Non intervenire affatto, sperando che la cosa svanisca da sola o per paura di reprimere, può solo che danneggiare il bambino, in quanto il suo comportamento aggressivo, sia esso verbale o fisico che si sviluppa nell’infanzia e dove non si interviene adeguatamente, progredirà nell’età adulta.

Cosa bisogna fare allora per contenere questa aggressività?

Sviluppiamo di seguito alcuni esempi comportamentali da attuare soprattutto se il bambino è molto piccolo.

La voce e il dialogo.

Per infondere al bambino un senso di tranquillità, bisogna parlargli con voce garbata e gentile, questo non per snaturare il temperamento naturale del genitore, ma semplicemente per imparare a gestire e modulare il proprio tono di voce, di rivolgersi al piccolo, il modo di parlare con gli altri in sua presenza. Sappiamo tutti che i bambini “assorbono” tutto quello che diciamo e facciamo, e assorbire questo comportamento lo porterà a comprendere, sviluppare e personalizzare una sua relazione verbale adeguata nel corso della sua crescita. Ciò sarà molto utile per entrambi, genitore e figlio, impostare un dialogo nel corso dello sviluppo e in particolar modo nella fase dell’adolescenza.

L’ordine e l’ambiente.

Il bambino per natura ha un ridotto campo visivo e se noi glielo riempiamo con giocattoli, colori, arredi, ecc…. la sua attenzione si disperderà, coì come la sua concentrazione, dovuto al rumore, ai colori eccessivi e al disordine, non faranno altro che confonderlo. Iniziamo noi a essere molto meno eccessivi, con colori più pacati, ordine e anche il suo di ordine, quello “interiore”, sarà molto meno turbolento.

Le regole.

In ogni sistema sociale, la presenza e l’osservanza delle regole è determinante, a maggior ragione in quello familiare. Le regole sono le basi sicure e necessarie che ogni essere umano deve avere per coesistere con sè stesso e con gli altri. Ogni nucleo, ogni famiglia deve avere le proprie per fare in modo che le cose funzionino per il verso giusto: non eccessivamente molte, pochi punti ben chiari e comprensibili, di facile attuazione con uso e osservanza quotidiana.

La coerenza.

Ovviamente queste regole devono essere riconosciute e concordate da entrambe le parti, se un genitore le fissa, deve per forza di cose essere il primo a rispettarle per poi trasmetterle ai propri figli, che le seguiranno solamente se avvertiranno la coerenza da parte del genitore nell’osservarle. Naturalmente è bene prendere degli accordi e rispettarli, anche se a volte il divertimento è appena cominciato, bisogna dare seguito all’accordo preso in caso di comportamento non adeguato. La coerenza è fondamentale perché trasmette serietà ed equilibrio, quindi state attenti a non concordare regole o conseguenze eccessive se poi non sono eseguibili.

Elogio della lentezza.

Al giorno d’oggi, dove tutto è caotico, lo stile di vita basato su tempistiche iperveloci, può sembrare assolutamente una perdita di tempo o di opportunità il voler elogiare la lentezza, anche se è proprio nella lentezza che si ha il maggior controllo di sé, degli altri e dell’ambiente. Il bambino va attentamente osservato e ascoltato per comprenderne i movimenti o comportamenti, in special modo se questi appaiono poco consoni a situazioni e contesti. Osservare equivale ad ascoltare ed è proprio ciò di cui il bambino ha bisogno per sentirsi tranquillo.

 

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