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Non c’è niente di più serio e coinvolgente del gioco per un bambino. Ogni bambino gioca naturalmente, perché facendolo prova una enorme sensazione di benessere.

Attraverso di esso, il bambino inizia a comprendere come funzionano le cose: cosa si può o meno fare con alcuni oggetti, le regole di comportamento che vanno rispettate, il rendersi conto dell’esistenza di leggi del caso e delle probabilità.

Il gioco infatti non è mai solo divertimento fine a se stesso, ma aiuta a crescere dal punto divista fisico, cognitivo, sociale ed emotivo-affettivo.

Le varie esperienze nel gioco aiutano il bambino ad avere fiducia nelle proprie capacità e ad essere perseverante; rappresenta infatti un processo attraverso il quale diventa consapevole del proprio mondo interiore ed esteriore, iniziando ad accettare le esigenze, legittime, di queste sue due realtà.

Il gioco è significativo per lo sviluppo intellettivo del bambino, poiché, quando gioca, sorprende se stesso e nella sorpresa acquisisce nuove modalità per entrare in relazione con il mondo esterno.

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LO SVILUPPO AFFETTIVO

Le diverse modalità di gioco dipendono dallo sviluppo emotivo del bambino e si modificano con la crescita.

Questa è una fase molto importante, che si sviluppa nella chiave di lettura per il suo equilibrio psichico.

Le tappe dell’attività del gioco sono:

  • 0- 1 anno: il bambino inizia a giocare con il proprio corpo e con quello della mamma, anche gli oggetti che lo circondano attirano la sua attenzione. Agita le mani, muove le gambe, tutte attività con carattere puramente esplorativo e ripetitivo. Difatti le sue azioni si susseguono ma servono a fare in modo che impari a distinguere tra il sè e non sé.
  • 2 anni: è il periodo nella quale il bambino prende coscienza della separazione dalla mamma e, di conseguenza, deve far fronte alle crisi di ansia e d’abbandono, facendo subentrare l’oggetto transazionale. Oggetto che assume un carattere particolare nei primi anni id vita, offerto al bambino dalla principale figura che si prende cura di lui e, nel momento in cui la mamma si assenta, questo la sostituisce e rappresenta, dando al bambino un segno di certezza. Nel momento seguente, cioè quando il bambino acquista la consapevolezza della figura materna e l’oggetto viene accantonato, se resta diventa però una forma abituale, perdendo il suo significato principale.
  • 3 anni: iniziano a sorgere i primi giochi per socializzare. Si sviluppa la capacità immaginativa, portandolo ad imitare il comportamento degli altri.
  • 4 – 5 anni: è la fase nella quale le dinamiche interne prendono vita e hanno la loro massima espressione attraverso il gioco, per il tramite dei loro giochi preferiti. L’uso di questi giochi serve a rappresentare delle punizioni o proibizioni che il bimbo ha subito.
  • 6 – 10 anni: i giochi iniziano a essere caratterizzati da regole e svolti in gruppo. Con questo il bambino impara a socializzare e stare con gli altri rispettando le regole per garantire il buon funzionamento del gioco.
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 LO SVILUPPO COGNITIVO

 Dal punto di vista cognitivo, il gioco aiuta a sviluppare la memoria, l’attenzione, la concentrazione, la capacità di confronto, di relazione e di utilizzare degli schemi percettivi. Il gioco acquista una grande importanza per capire lo sviluppo evolutivo, ricoprendo di fatto una duplice funzione. Da una parte permette al bambino di capire la realtà a lui esterna (mondo dal quale è ancora escluso) consentendogli un buon adattamento, dall’altro gli permette di poter controllare, conoscere e interpretare il proprio mondo interno fatto di istinti, desideri, pulsioni creando di fatto un giusto rapporto tra le due realtà.

LO SVILUPPO SOCIALE

Il gioco è considerato molto importante soprattutto dal punto di vista della socializzazione, non solo per le emozioni che reca, ma anche perché permette al bambino di conoscere, controllare e gestire le frustrazioni che vengono stimolati dal gioco sociale, dal rapporto con gli altri e di conseguenza capire i propri bisogni soggettivi e rapportarli con quelli degli altri.

In questo stato il gioco si manifesta attraverso tre stadi:

  • Gioco solitario: tipico nei bambini di pochi mesi, in quanto manca il poter interagire con gli altri;
  • Gioco parallelo: tra 1 e 3 anni. Anche se continua ad essere un gioco individuale, si assiste ad un momento di aiuto reciproco;
  • Gioco sociale: trai 4 e 5 anni. Molto tipico di questa età, si riferisce all’inizio del periodo scolastico, dove c’è una maggiore interazione sociale. 

A OGNI ETA’ IL SUO GIOCO 

Come cambia il gioco a seconda che il bambino cresce?

Il gioco si modifica e varia con le diverse fasi dello sviluppo. Il bambino inizia con le manine, la bocca, il proprio corpo e quello della mamma, poi in seguito inizia a cercare oggetti con caratteristiche simili a quelle della madre (orsacchiotto, cuscino). Poi quando inizia a percepire che dentro di sé esistono delle emozioni, va alla ricerca di oggetti il cui uso manifesti i propri sentimenti, ad esempio, amore e odio che iniziano a fare capolino nella sua mente, vengono riportati sui propri giocattoli, curandoli o maltrattandoli, tirando fuori i propri stati d’animo che ancora non riesce a governare.

Con il crescere, la sua attenzione si sposta verso altri giochi che abbiano a che fare con costruire e rompere, riempire e svuotare, aprire e chiudere, giochi con oggetti trovati che gli consentono di poter sviluppare una esplorazione di attività motorie piacevoli.

Da qui in poi il gioco acquista anche un significato di piacere e godimento, piacere di fare bene una cosa e mostrarla con lo stesso piacere ai propri genitori, che dal loro canto dovranno mostrare interesse e apprezzamento. Il compito fondamentale per un genitore poi, è quello di individuare il gioco adatto a soddisfare il bisogno del bambino in quella fase di sviluppo.

Non è importante di che gioco si tratti, ma che questo soddisfi le esigenze del piccolo, qualsiasi cosa si trovi per casa che lo aiuti a esprimere la propria creatività.

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IL GIOCO E’ FONDAMENTALE PER I BAMBINI PERCHE’:

  • è il modo in cui conoscono il modo e crescono
  • è l’attività per eccellenza che utilizzano per scoprire tutto ciò che li circonda
  • ha un alto valore evolutivo, in quanto stimola alla conoscenza permettendo l’accesso al mondo interiore
  • esprime la sua creatività
  • promuove l’immaginazione
  • lo aiuta a cimentarsi in nuove conquiste aumentando l’autostima sconfiggendo ansie e paure
  • comprende il funzionamento degli oggetti