Tra le varie attività che la nostra struttura promuove per i nostri piccoli utenti e fruitori, particolare importanza riveste quella legata alla musica, svolta nei nostri locali dalla sig.ra Ludovica Maiorino, che con cadenza settimanale, si rapporta con i bambini attraverso questa arte, che i per i più piccini è di una fondamentale importanza.

Infatti è la più precoce delle intelligenze a svilupparsi e rimane per tutta la vita, ascoltando musica si attivano sia le aree uditive che visive, tattili, motorie (la danza) e quelle del piacere. Inoltre la musica agisce sul nostro sistema neurovegetativo ed endocrino, immunitario ed ha effetto analgesico.

L’esperienza musicale comporta l’incontro con:

  • Il ritmo, collegato alla vita fisiologica e alle energie che circolano nel corpo;
  • La melodia, che influenza la vita emotiva, affettiva e psichica;
  • L’armonia, che appartiene alla parte razionale della mente.

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Il lavoro basato su questa esperienza è importante perché offre la possibilità di:

  • Agevolare la coordinazione motoria;
  • Esprimere direttamente le emozioni senza la mediazione del linguaggio parlato;
  • Promuovere il contatto sociale attraverso l’acquisizione di movimenti corporei più liberi e armoniosi;
  • Sviluppare il senso del ritmo sintonizzandolo con i ritmi dell’ambiente circostante nella quale i bambini sono inseriti.

Dopo questo preambolo generale, possiamo dire che la musica è un mezzo di comunicazione sonoro e universale, per questo può essere un efficace veicolo per lo sviluppo completo del bambino nell’area sensoriale, cognitiva, emotiva, affettiva, motoria, linguistica, sociale e dell’apprendimento.

Rumori e suoni fanno parte del mondo del neonato già dalle prime settimane di gestazione e continueranno ad esserlo per sempre come fonti di emozioni, nutrimento per il cervello, cura per l’anima e il corpo.

LE FASI DELLO SVILUPPO MUSICALE

Quella sensoriale è la prima fase di apprendimento che dura fino ai tre anni, dove il bambino gode dei suoni e delle armonie, riconosce ed esplora i contrasti, i livelli di intensità, altezza e durata. A quattro mesi sono in grado di riprodurre le note ascoltate, mentre ad un anno riescono anche a cantare, esattamente come esce fuori l’abilità del parlare, distinguendo poi la differenza tra parlato e cantato.

A quattro anni invece emerge e si scopre la manipolazione, cioè il bambino riconosce i suoni dal tipo di strumento (battere il tamburo, strumenti a fiato, ecc…) e il suo piacere si realizza con il controllo di questi suoni. Fino ai sei anni poi subentra la fase di imitazione, comunicando, creando e interpretando suoni espressivi.

Prima che inizi il periodo scolastico, più i bambini sono esposti alla musica e più uno stadio di memoria li accompagnerà per tutta la vita. Imparare a suonare uno strumento intorno ai sette anni, richiede una buona dose di coordinamento tra le mani e stimoli visivi e uditivi, elementi tra loro fondamentali per la costruzione di una struttura cerebrale adeguata.

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LA MUSICA PER LA COMPRENSIONE DELLA LINGUA

Ascoltare musica aiuta a decodificare i dati uditivi e migliorare la memoria uditiva, fondamentali abilità per la comprensione della lingua, infatti il neonato fin dalla nascita ha un sistema cognitivo decisamente molto avanzato ai fini per l’elaborazione del linguaggio. Fino ai sei anni acquisiscono una competenza musicale di base, come seguire il ritmo di una musica o cantare, allo stesso modo del processo di sviluppo del linguaggio.

La musica in quanto linguaggio non verbale stimola l’espressione e aiuta a far si che il piccolo stia bene con se stesso, nel rapporto con gli altri, sviluppa l’autonomia, la creatività, incoraggi la socializzazione e la collaborazione. Questo spiega anche il fatto che bambini con difficoltà di linguaggio, hanno poi anche difficoltà nel processare la sintassi musicale. Alla luce di quanto detto, riveste quindi un’importanza fondamentale un’istruzione di tipo musicale nei bambini, già dalla prima infanzia, promuovendo e aiutando in questo modo il sistema uditivo a diventare più efficiente.

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IL MOVIMENTO E’ MUSICA

Come detto in apertura, l’ascoltare musica sin dai primi anni di vita, comporta anche uno sviluppo motorio, infatti la musica esercita un’influenza primaria sulle capacità di usare il proprio corpo in modi molto differenziati e abili, per fini espressivi oltre che concreti della prima infanzia, potenziando così le abilità motorie legate al ritmo e al canto, costituendo un importantissimo modo di comunicare attraverso la voce, le parole, il corpo.

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I bambini imparano naturalmente la lingua materna così come la musica può formare e modellare il cervello. La musica può influire sul modo in cui si percepisce lo spazio, migliorare la capacità del cervello di percepire il mondo fisico, formare immagini mentali, osservare i cambiamenti.

Bambini che partecipano a corsi musicali, rispetto ad altri coetanei che non hanno nessuna formazione musicale, vengono sollecitati maggiormente in alcuni campi:

  • intelligenza emotiva: la musica affina la capacità di individuare stati d’animo, sviluppando nel proprio interiore le sfumature dei sentimenti e delle emozioni che sono state evocate ascoltandola;
  • sviluppo emotivo e affettivo: la musica contrasta ansia e sentimenti negativi, aiuta l’autocontrollo e l’autodisciplina, promuove il rapporto con gli altri con l’interscambio reciproco, rafforza l’autostima;
  • intelligenza spaziale: aumenta la capacità di percepire la relazione nello spazio;
  • creatività: matura le potenzialità espressive, comunicative, immaginative e creative;
  • logica e matematica: favorisce lo sviluppo di concentrazione, memoria e logica, promuovendo l’interesse e il successo in matematica e nei processi di ragionamento.