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Ai giorni nostri, le famiglie hanno tempi, ritmi, bisogni e stili di vita completamente diversi dalle famiglie del passato, in molti casi entrambi i genitori lavorano e sono soprattutto le realtà attuali ad aver modificato le modalità di gestione dei bambini che spesso vengono affidati ai nonni, alle baby-sitter o lasciati in alcuni contesti scolastici ed educativi, con tempi a volte prolungati.

Queste organizzazioni familiari possono comportare, spesso inconsciamente, sensi di colpa e ansie nei genitori che non possono o riescono ad occuparsi dei loro bambini per molte ore nella giornata.

Questo ci fa sorgere la domanda spontanea se sia più importante trascorrere molto tempo con i figli in termini di quantità o se sia determinante la qualità del tempo vissuto con loro, per il benessere educativo, affettivo e relazionale dei figli stessi.

Se si ha molto tempo a disposizione, è molto vantaggioso se il genitore è sereno e vive questa condizione in modo favorevole, anche quando fa delle scelte importanti in cui è coinvolto personalmente, per esempio non rientrare al lavoro per stare con i figli oppure rinunciare alla carriera per essere genitore quasi a tempo pieno.

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Questo tempo diventa però uno svantaggio quando il genitore ha difficoltà a staccarsi fisicamente dai figli anche per un breve periodo nell’arco della giornata. Va detto altresì, che il tempo dedicato non risulta essere efficiente se si riduce solamente in termini di vicinanza fisica, senza momenti di condivisione autentica di vissuti, emozioni e pensieri.

I genitori invece che puntano tutto sulla qualità, possono togliere valore alla loro presenza nel quotidiano, in momenti che sono importanti per consolidare le relazioni affettive familiari, come i pasti, il racconto dei fatti della giornata, i momenti prima del sonno, ecc….

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C’è poi la possibilità che si maturi la convinzione che, siccome si ha poco tempo per stare con loro, sia necessario per forza organizzare in quei momenti, attività ed eventi molto stimolanti, per sfruttare al meglio il tempo insieme. In realtà è molto importante utilizzare i momenti a disposizione anche per vivere semplicemente la casa, la tranquillità di non avere impegni e pressioni esterne.

La risposta corretta e unica non esiste perché ogni famiglia ha i suoi tempi, il suo stile, la sua storia, ma per tutte, sempre e in ogni situazione, è doveroso parlare di buon senso.

Quantità e qualità sono entrambe importanti per creare quella relazione fondamentale dentro la quale si svolge il percorso di sviluppo del bambino, ma non è possibile scegliere senza tener conto del contesto familiare, esigenze economiche, sociali, professionali e personali, portano ad impostare uno stile di vita unico per ogni singola famiglia.

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Meglio passare meno tempo insieme, ma che sia di qualità, quella qualità difficile da definire, ma che ogni genitore e ogni figlio sa riconoscere nei momenti in cui si manifesta, e che è sempre molto gratificante.

 

COME STARE INSIEME

Tutto ciò che i figli vivono con i genitori, ricevendo e anche solo osservando, viene assorbito, creandola base per il loro percorso di crescita e diventa un bagaglio interiore che a loro volta trasmetteranno. Le attività da svolgere insieme dipende dall’età e dallo stile familiare, più dinamico e sportivo o intellettuale e tranquillo. Ma ciò che non deve mai mancare è:

  • Condivisione domestica: i figli vanno coinvolti sin da piccoli nelle faccende domestiche, quali apparecchiare e sparecchiare, riordinare, pulire, cucinare. Coinvolgerli, soprattutto quando sono molto piccoli, li diverte moltissimo, conferendo loro importanza e considerazione.

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  • Contatto fisico: va sempre bene, a qualsiasi età, è fondamentale per trasmettere il senso di appartenenza, di accoglienza, conferma di esistere. Quindi, non centellinare carezze, abbracci prolungati, soprattutto quando si rientra da un’assenza prolungata, coccole sul lettone o prima di andare a dormire, massaggi sulla schiena.

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  • Attenzione e ascolto incondizionato: l’ascolto attivo non implica necessariamente un’azione verbale, anche osservare è una forma di ascolto che ogni adulto è tenuto ad assicurare al bambino di cui è responsabile. Un adulto che osserva un bambino con attenzione, scopre il suo mondo interiore, un bambino che si sente osservato, si sente ascoltato ed è disposto più facilmente al dialogo, strumento fondamentale e necessario per poter rimanere in contatto quando, crescendo, diventeranno adolescenti.